Piziarte Arte Contemporanea





Mauro Staccioli

Lo spazio urbano disegnato


a cura di Manuela e Patriza Cucinella

Testi di Mauro Staccioli













Mauro Staccioli, litografia p.a. ritoccata a mano a matita.(Anticarro)
cm. 66 x 50, 1974.














Note di lavoro - 1982

Dove risiede la determinazione dell'artista, l'energia che produce la volontà di essere artista, l'intenzionalità della pratica necessaria alla definizione dei segni dell'arte?

Penso al filo sottile, all'equilibrio precario, fragile, che unisce le forze e le forme costitutive dell'arte: il tempo, il desiderio, l'incognita, il luogo, il piacere, l'immaginazione...penso alla fatica del controllo dell'indeterminabile, profondo senso dell'arte e alla sua totalità; alla paralisi panica del momento della "conclusione" di un'opera.

Il desiderio di essere ed affermarsi come identità collettiva nella verifica, nel riconoscimento del proprio valore-opera negli altri...

L'artista ha idea di sé come opera o nell'opera l'idea di sé come sintesi profetica:proiezione nell'ipotesi del possibile ideale?

L'oggetto dell'arte - l'opera - è sintesi, scelta parziale di tensione: è idea di relazione, forma raggelata del passaggio del tempo; idealità raccolta sulla cima di una lama...senso di proiezione possibile...sintesi alta di energie culturali...

L'opera è un "predicato" assoluto, in prima persona(l'opera non è "collettiva" è sintesi...). L'opera è, senza ritorno, sé stessa: la ripercorrenza del suo mostrarsi è il lavoro culturale, la fatica della sua lettura.

L'ambiente sociale, i suoi livelli di scambio culturale e i materiali umani che aggrega sono la matrice motivazionale, le circostanze di produzione-stimoli espliciti o impliciti che determinano la disponibilità personale e le capacità di resistenza agli elementi contrari: al "senso comune".

Lo spazio urbano, l'ambiente sociale collettivo, è accumulo di prodotti singoli. Lavorare artisticamente, nel senso collettivo urbano impone di usare la città, la campagna, l'ambiente come fossero la pagina bianca sulla quale si compone, attraverso il disegno, l'idea; si rivela l'immaginazione. Ciò consiste in un modo di pensare, immaginare idee-forma in una specifica contestualità estetica, esattamente come contestualità estetica è il foglio, bianco(o giallo,rosso,nero,ecc.)Cambia una cosa, apparentemente di poco conto: il colore della carta non è più l'espediente di simbolo, supporto inerte dell'idea disegnata, dipinta,ecc., ma entra a far parte del gioco. La città e l'ambiente in genere non sono come la carta un supporto neutro.
La città e l'ambiente sono dimensione estetica nella accezione totale che comprende costumi,economie,culture,ecc. Il "foglio" (città,paesaggio,luogo,...) sul quale progettare,immaginare,modificare, cambia il modo di pensare l'oggetto...; pensare l'ambiente è un pensare economico,tecnico,sociale,storico: un pensare "politico".L'artista pensa sull'ambiente come foglio da disegno sul quale tracciare, definire l'idea, ma...chi permette che il foglio sia usato, chi vende e a quale prezzo quel foglio? E chi lo vende cosa vuole in cambio? Permetterà che il foglio sia ridotto in pezzettini informi, una manciata di coriandoli per una festa di colori, o imporrà di produrre una immagine a sua...immagine?

Può chi possiede il "foglio"(la città,l'ambiente,ecc.) permettermi di nascondermi nel bosco a disegnare le fantasie che il bosco sollecita?

Come potrà egli domani rendere conto dell'uso che ne farò se il risultato sarà diverso dalle sue aspettative?

Nella famiglia politica il vestito ubbidisce a costumi severi,consueti e cerimoniali acquisiti e consolidati. L'allestimento del luogo delle celebrazioni politiche rivela sempre il desiderio di non dispiacere, si misura quindi sui livelli più accreditati dell'idea del bello; la prassi politica fa della convenienza il suo punto di riferimento.

Toccare un albero è una operazione semplice, toccarlo sentendolo è molto complesso, entrano in gioco molti fattori...la fisicità del contatto contiene livelli di conoscenza diversi quanto son diversi i livelli di consapevolezza del gesto.

La diversità, l'inconsueto, il nuovo possibili - socialmente - se entrano a far parte delle categorie del sapere collettivo, se non vengono perciò rinchiuse negli spazi privilegiati, protetti dalla mondanità, che il potere esprime...in questo senso sono la forza di penetrazione delle politiche del rinnovamento.

La condizione che può rendere la Città, il Territorio, il "foglio nuovo" sul quale l'idea - l'arte - si determina come forma, deriva dalla assunzione del luogo dell'arte come luogo pubblico...deriva dalla qualità, dai livelli culturali delle scelte politiche indirizzati non da stato di necessità e razionalizzazione dell'esistente ma da progettualità dinamica. Il tale senso il lavoro artistico entra totalmente a far parte del progetto politico del cambiamento; è la forza - immaginazione - che governa la direzione del cambiamento alimentando le energie dell'utopico possibile.

La decisione di fare si motiva con un'idea di fare, altrimenti il fare risulta momento consuetudinario, culturalmente vegetativo. E' lo scopo che determina la strategia producendo le motivazioni della ricerca e degli strumenti necessari al suo raggiungimento.

L'idea del nuovo rapporto fra stato e cittadino - la partecipazione, la fantasia al potere ecc. ha prodotto cambiamento e nuova idea di cambiamento. Dialetticamente l'idea di cambiamento sposta progressivamente la progettualità, rinnovandone la metodologia. L'idea di certezza, il possibile politico, semmai, raggela l'ipotesi, chiude la contraddizione tra l'idea del nuovo e la sua concretizzazione: strozzando mortalmente la proiezione verso la riorganizzazione dell'ipotesi, uccide anche la motivazione del fare in senso nuovo.

Il lavoro artistico non risolve, indica, sottolinea, evidenzia... E l'arte, come la vita, si realizza nella tensione del suo divenire.

Il lavoro artistico, oggi, non può produrre idea di certezza: l'unica certezza è la sua dimensione umana, il suo esistere come traccia del percorrere un tratto di vita. L'arte che si pone in relazione alle dimensioni urbane e del paesaggio, tenta l'affermazione di un nuovo e rinnovato modo di essere nel mondo.

Mauro Staccioli da Arti Visive N. 2/3 ; Aprile - Settembre 1988 ,pagg. 36/37











Mauro Staccioli,S.T. - p.a. ritoccata a mano a matita.
cm.70 x 50, 1974













Mauro Staccioli , studio per la scultura (grande arco) presso il Parco Olimpico di Seoul 1988
cm. 54 x 74, disegno a matita su carta.











Una scultura per il Parco Olimpico di Seoul (Luglio, Agosto - Ottobre, Novembre 1987 e Maggio 1988)



Mi muovo per il Parco Olimpico ormai stanco del cado umido, della fatica del primo progetto, accantonato per motivi estranei alla sua qualità estetica, ai problemi tecnici; stanco dei rinvii, delle snervanti attese, tutto mi sembra estraneo. Ho lavorato alcune settimane e come mi accade sempre, nel luogo assegnatomi, fra l'acqua e il laghetto e il pendio del parco, ho fatto il mio "nido". Andando su e giù per tendere le corde, fissare assi, fare fotografie, correggere, aggiustare la forma centimetro per centimetro mi "impossesso" del luogo, dei suoi connotati morfologici, formali, visivi.

...Ora, di nuovo, ricomincio, mi guardo intorno, cerco alberi, direzioni di percorrenza, punti di lettura visiva, scatto fotografie. Passo alcuni giorni, una settimana, mi convinco che devo ribaltare la situazione, individuare un luogo completamente diverso dal primo se voglio ritrovare l'energia adatta, la rabbia necessaria per dire una cosa.

Accetto la sfida, una autosfida.

La zona del Parco dove ci sono i palazzi delle diverse discipline sportive indoor è nuova, anche fredda di tecnologia ingegneristca, di cantiere di attività. Gli spazi sono vuoti. Tra questi il più ampio, il più vuoto è il piazzale centrale dove si conclude il grande viale di collegamento tra il villaggio Olimpico e la città.

Incomincio a muovermi avanti e indietro, intorno...sotto un sole umido che stordisce, sull'ampio lastricato di cemento. Heran, la mia deliziosa interprete e assistente, gentile, paziente, risulta ancora più minuta; si sposta tendendo assi di misurazione allo scopo di ottenere nelle foto riferimenti sicuri che serviranno per studiare la scultura. Io mi comporto come il mio cane quando lo portavo in campagna: continuo a girare intorno per trovare il punto giusto dove fare la mia..."cuccia".

Verticale, orizzontale, alto, basso, lungo, corto, dritto, curvo? Allargo le braccia, è vasto! Allargo le braccia, ho vinto! Ho trovato la soluzione. Mi viene in mente mia figlia Giulia, la sua fatica di ginnasta, sempre in equilibrio fra perfezione dell'esecuzione e desiderio creativo, bisogno di risultato. Mi vengono in mente gli atleti sul podio con le braccia alzate e la loro esultanza.

La forma si apre, accoglie lo spazio, descrive il suo senso disponendosi in un movimento sospeso e la memoria ritrova frammenti di cose viste, esperienze vissute; il simbolo olimpico coreano col suo movimento ascensionale; un lavoro da poco realizzato in una chiesa di Milano: la selva di archi, la cupola, non sono una metafora formale del cielo?

Ho risolto l'idea segno, il suo senso fisico, tattile; ho indovinato le relazioni con la rotondità degli edifici e la vastità del campo; il resto è il lavoro di limatura, affinamento, calibratura di dimensioni, scelta di materiali, calcolo visivo, riflessione sui rapporti volumetrici e spaziali del luogo. Il resto è anche battaglia lunga, ore, giorni, mesi, per vincere la guerra della realizzazione della scultura nel modo migliore, per rendere tangibile l'idea, il suo senso più significativo... e scopro una Korea senza Ginseng.


Mauro Staccioli da Arti Visive N. 2/3 ; Aprile - Settembre 1988 ,pag. 37













Mauro Staccioli , studio per la scultura (grande arco) presso il Parco Olimpico di Seoul 1988
cm. 42 x 56 , disegno a matita su carta.












Mauro Staccioli , studio per la scultura (grande arco) presso il Parco Olimpico di Seoul 1988
cm. 54 x 74, disegno a matita su carta.














Mauro Staccioli (biografia e curriculum)


Mauro Staccioli è nato a Volterra nel 1937 e si è diplomato presso il locale Istituto Statale d'Arte nel 1954. La sua attività artistica, iniziata a partire dai primi anni sessanta, è stata sempre saldamente intrecciata a quella didattica 1 ed a quella di intellettuale militante ed engagé, attento a cogliere concretamente il nesso problematico fra arte e società.
Collocatosi dapprima nel campo della pittura e dell'incisione, a partire dal 1968 Staccioli si concentra tutto sulla scultura. E' a partire da questa forte opzione che egli formula la sua personale concezione ambientale dell'opera sculturale, chiamata ad interagire con lo spazio fisico della sua destinazione, per il quale essa stessa è pensata. Le grandi installazioni in ferro e poi in cemento realizzate nel corso degli anni settanta a Milano (Galleria Toninelli), Volterra (negli spazi pubblici della città), a Grenoble (Maison de la Culture), a Parma (Piazza della Steccata) ed infine a Venezia (XXXVII e XXXVIII Biennali) rappresentano gli esiti più conseguenti di questa concezione, nei quali prende potentemente corpo il linguaggio robusto ed essenziale (contrassegnato da geometrie elementari e dall'uso di materiali non nobili quali il cemento o la pietra serena) di una ricerca tesa ad affrontare criticamente e concretamente la realtà fisica e sociale dello spazio, che in tal modo diventa una parte integrante dell'opera in quanto elemento interagente con essa. Interazione è del resto una parola-chiave della ricerca artistica di Staccioli così come si è sviluppata fino ad oggi ed esprime non soltanto una circolarità di relazioni di senso fra l'opera e l'ambiente (o, più linguisticamente, il contesto), ma anche una chiara allusione al rapporto uomo-ambiente ed alle implicazioni simbolico-concettuali che l'osservatore è chiamato a rintracciare all'interno di uno spazio contrappuntato e/o turbato dall'opera.

Gli anni ottanta sono quelli che vedono la consacrazione di Staccioli come artista di levatura internazionale. Dopo la realizzazione di una grande installazione in cemento nel parco del collezionista Giuliano Gori a Celle (Pistoia), le opere di Staccioli risvegliano una crescente attenzione anche all'estero: prima in Germania (Stadtische Galerie, Regensburg), poi in Gran Bretagna (Hayward Gallery, Londra), in Israele (Tel Hai College, Tel Hai), in Francia (ELAC, Lione) e negli Stati Uniti (Amherst, Massachusetts, University Gallery). Queste grandi installazioni inaugurano una nuova fase della ricerca artistica di Staccioli, che tende a mitigare una certa aggressività visiva dei suoi esordi e che, d'ora in poi, sarà caratterizzata da una più ardita concezione progettuale che sembra sfidare gli equilibri statici dell'opera e le armonie architettoniche o naturali del contesto: si tratta di solidi in cemento di dimensioni ragguardevoli e dalle geometrie intuitive che appaiono come miracolosamente sospesi nel vuoto o sprofondati nel terreno o semplicemente appoggiati a pareti o adagiati su scalinate in una sorta di virtuosismo progettuale che determina effetti stranianti nella percezione dello spazio e che tuttavia mantengono inalterata la loro originaria vis polemica, il loro spirito in qualche modo spazialmente sovversivo.

Fra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta soggiorna, in maniera sempre più frequente e per motivi di lavoro, all'estero, soprattutto in California ed in Corea del Sud. Nel 1987 il Museum of Contemporary Arts di La Jolla, San Diego gli dedica la prima personale americana, seguita da un'importante commissione da parte della Djerassi Foundation per nove grandi sculture da collocare nel parco della fondazione a Woodside (e che dovrebbero essere completate entro l'aprile 1998). Sempre nel 1987 è chiamato a Seul con l'incarico di realizzare una scultura permanente per il parco olimpico; da qui inizia anche un'attiva frequentazione della Corea del Sud per conferenze nelle università, progetti di installazioni, come quella realizzata al Contemporary Art Musem di Kwachon-Seul nel 1990 e mostre personali (Nine Gallery, Seul, 1994).

Ma i riconoscimenti non mancano neanche in Italia. Già nel 1987 il Comune di Milano gli dedica la prima importante personale alla Rotonda della Besana ; nello stesso anno realizza la grande scultura curva per il Centro d'arte Contemporanea "Luigi Pecci" di Prato. Del 1992 sono due importanti personali ancora a Milano, alla Galleria Erha ed alla Fondazione Mudima. Tra le realizzazioni più significative di questi ultimi anni vi è sicuramente l'installazione per il Symposium Internazionale di Scultura di Andorra, per il quale realizza una grande cerchio in acciaio rosso alto 12 metri e collocato sul fianco di un monte a Ordino d'Arcalis.

Nel 1996 realizza due grandi sculture per il rinnovato Contemporary Art Museum di San Diego. Nello stesso anno realizza una mostra di sculture in cemento rosso collocate presso il Parc Tournay-Solvay di Bruxelles su invito della Fondation Européenne pour la Sculpture.

Le opere di questi ultimi dieci anni rappresentano senza dubbio, per Staccioli, un'ulteriore e più complessa fase artistica, in cui le componenti più esplicitamente politiche o polemiche del suo discorso si allentano a favore di un discorso più raccolto intorno a temi esistenziali, ma sempre collegati ad una forte considerazione del problema della presenza dell'uomo nel mondo e del suo rapporto con l'ambiente. Le geometrie elementari delle opere si fanno così meno rigorose, meno acuminate e pur portando alle estreme conseguenze quel carattere di temerarietà e di sfida all'equilibrio statico sviluppato negli anni ottanta, lo addolciscono visivamente nella scelta delle soluzioni curvilinee, della rotondità, della circolarità o della sfera, che alludono al movimento come all'instabilità, alla conclusività come pure alla ricorsività. La relazione attiva con lo spazio non discende più da geometrie radicali e stranianti, ma dalla ricerca di un dinamismo, di un ritmo che sembra alludere ad una nuova e diversa armonia delle cose.

Il ruolo di primo piano che Mauro Staccioli ha assunto a partire dagli anni Ottanta nel panorama della scultura internazionale è comunque tale da accomunarlo meritatamente ai grandi e riconosciuti protagonisti contemporanei di questa disciplina, quali gli inglese Anthony Caro, Tony Smith, Philip King e l'italiano Arnaldo Pomodoro. Ciò avviene anche perché, come questi, anche Staccioli, in un'epoca di contaminazioni ed azzeramenti dei generi artistici cui comunemente si ascrive il carattere della postmodernità, rimane fedele ad una scelta di genere che inerisce, prima che alla sua personale poetica, alla sua stessa concezione dell'arte come ultima grande utopia, capace di rendere l'uomo più consapevole del suo rapporto con il mondo.

Così, per Staccioli la scultura continua a risultare, in senso tanto "classico" da essere quasi originario, dall'incontro, dal dialogo, dall'interazione fra opera e ambiente, giacché, come egli afferma, "Creare scultura significa esistere in un luogo" 2 . È evidente quindi che egli non pensa l'opera come oggetto in sé conchiuso ed autoreferenziale i cui confini possano essere dati dalla sua stessa struttura materiale. Nel suo caso, infatti, i confini dell'opera si allargano a comprendere il contesto, la "scena operativa", assumendo l'ambiente come elemento strutturale di un nuovo contenuto che l'opera accorda allo spazio e che aspetta di essere interpretato dall'uomo.

Quella di Staccioli è dunque una scultura che ripropone i temi perenni ed originari di questa disciplina: che vi è "spazio" solo se l'uomo lo "pensa" instaurando con esso un dialogo con i mezzi a sua disposizione (siano essi artistici, architettonici, tecnologici, o culturali); che questi mezzi, in questo caso la scultura, consentano all'uomo di vivere più autenticamente - e ciò significa anche più poeticamente ed insieme più criticamente - in mezzo alle cose.

La passione morale ed il rigore creativo con cui Mauro Staccioli da sempre svolge il proprio compito di artista fanno sì che le intense problematiche estetiche, culturali e sociali del suo lavoro si dispieghino con la forza e l'evidenza probante di un vero messaggio per l'uomo.

Vive e lavora a Milano e Volterra.

Alessandro Tempi
ISSN 1127-4883 BTA - Bollettino Telematico dell'Arte, 14 Giugno 2002, n. 302




Principali mostre personali e collettive dal 2004

2004
Sculture, GALLERIA SPAZIA, Bologna
Mauro Staccioli, BORGO DI BRUFA, Torgiano (PG)
Mauro Staccioli, GALLERIA IL PONTE, Firenze
Scultura italiana 1960-2004, FONDAZIONE MUDIMA, Milano

2005
George Tatge / All'ombra di Bramante, EXTRAMOENIA, Todi (PG)
Pittura europea 1950-1990, GALLERIA MICHELANGELO, Bergamo
Piccole e grandi sculture da una collezione privata, FIORETTO ARTE CONTEMPORANEA - GALLERIA AL MONTIRONE, Abano Terme (PD)
Scultura Italiana, GALLERIA DISEGNO ARTECONTEMPORANEA, Mantova
Maggio arte, GALLERIA MICHELANGELO, Bergamo
Da Martini a Mitoraj. La scultura moderna in Italia 1950-2000, LAMEC - BASILICA PALLADIANA, Vicenza
XXIV Biennale di Scultura, PALAZZO DUCALE, Gubbio (PG)
Generazioni in Arte, SEDI VARIE, Volterra (PI)
Aperto. Collezione #1, MARIA CILENA ARTE CONTEMPORANEA, Milano
Lo spazio disegnato, ASSOCIAZIONE MARA COCCIA - VIA DEL VANTAGGIO 4, Roma

2006
10X10, PALAZZO STROZZI, Firenze
Dissonanze, MARIA CILENA ARTE CONTEMPORANEA, Milano
Mauro Staccioli, GALLERIA FUMAGALLI, Bergamo
Sculture in Villa, VILLA D'ESTE, Tivoli (RM)
Natura e Arte, SEDI VARIE, Morterone (LC)

Biennale di Scultura 2006, PALAZZO PRETORIO, Gubbio (PG)

2007
Arte in vista, C.ARTE PRATO - CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI, Prato
Mauro Staccioli, LIBA ARTE CONTEMPORANEA, Pontedera (PI)
18x24: un punto per Piero, MUSEO CIVICO, Sansepolcro (AR) -
Mauro Staccioli, BACU ABIS, Carbonia
Infante, CENTRO CULTURALE AGORA' - CHIOSTRO DI SAN LORENZO, Lucca
Prima e dopo il "bilancio". Appunti (o tracce) per una collezione, ovvero … spunti per un nuovo inizio…., FONDAZIONE NOESI PER L'ARTE CONTEMPORANEA - PALAZZO BARNABA, Martina Franca (TA)

2008
Metalli, QUINTOCORTILE, Milano
Mauro Staccioli a San Casciano, SEDI VARIE, San Casciano In Val Di Pesa (FI)
Incontro, QUINTOCORTILE, Milano
Territoria #3 Lo Spazio del Contemporaneo, SEDI VARIE, Prato
Biennale di Scultura di Gubbio - 25. Edizione, SEDI VARIE, Gubbio
Diciassette autori, GALLERIA CAVENAGHI ARTE, Milano
Mauro Staccioli - Pensare la scultura, C.ARTE PRATO - CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI, Prato
Segni contemporanei, UNIVERSITA' DEGLI STUDI - FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA, Siena

2009
L'immaginazione al potere!. L'arte, gli artisti e il '68..., FONDAZIONE NOESI PER L'ARTE CONTEMPORANEA - PALAZZO BARNABA, Martina Franca (TA)
L'Accademia Nazionale di San Luca per una collezione del disegno, ACCADEMIA NAZIONALE DI SAN LUCA - PALAZZO CARPEGNA, Roma
Mauro Staccioli - All'origine del fare, C.ARTE PRATO - CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI, Prato
Molteplicità della scultura, CERRUTI ARTE, Genova
Mauro Staccioli - Stollo, PIAZZA DELLA BIBLIOTECA, Greve In Chianti (FI)
1989-2009 Maria Cilena ha 20anni, MARIA CILENA ARTE CONTEMPORANEA, Milano
Mauro Staccioli - Volterra luoghi d'esperienza - Incontro, ASSOCIAZIONE MARA COCCIA - VIA DEL VANTAGGIO 4, Roma
Mauro Staccioli / Simposio internazionale sull'architettura di paesaggio, TERRECOTTE POGGI UGO, Impruneta (FI)
Mauro Staccioli – Volterra. Luoghi d'esperienza, PINACOTECA CIVICA - PALAZZO MINUCCI SOLAINI, Volterra (PI)
Arte/Natura - Natura/Arte, PALAZZO FABRONI ARTI VISIVE CONTEMPORANEE, Pistoia
Mauro Staccioli - Incontro, VILLA PALAGIONE, Volterra (PI)
Collettiva Santa Chiara 2009-2010, RESIDENZA SANTA CHIARA, Volterra (PI)
Art to art, BAG - BOCCONI ART GALLERY, Milano

2010
Collettiva, LA BOTTEGA DELLE ARTI, Mola Di Bari (BA)
Antologia, LEO GALLERIES, Monza (MI)
Scultura Italiana Contemporanea, GALLERIA MARTANO, Torino
Antropocentrica. Il genio rinascimentale attualizzato, PALAZZO ATENA, Torino
Mauro Staccioli - Piramide-38°parallelo, FIUMARA D'ARTE, Reitano (ME)
Inaugurazione nuove stanze albergo Atelier sul Mare, ATELIER SUL MARE, Tusa (ME)
Dall'Informale al Geometrico, FIORETTO ARTE CONTEMPORANEA - GALLERIA AL MONTIRONE, Abano Terme (PD)
Mauro Staccioli - Lo Spazio Nudo, FIORETTO ARTE CONTEMPORANEA - GALLERIA AL MONTIRONE, Abano Terme(PD)
Scultura Internazionale a Racconigi 2010. Presente ed esperienza del passato, CASTELLO DI RACCONIGI, Racconigi (CN)
Mauro Staccioli - Piramide-38°parallelo - Il Rito della Luce, FIUMARA D'ARTE, Reitano (ME)
Splash, LA CASA DEGLI ARTISTI, Sant'Anna Del Furlo (PU)
Arte Natura Poesia. Interventi a Morterone, PALAZZO MUNICIPALE, Morterone (LC)
Mauro Staccioli - Lo spazio nudo, ORATORIO DI SAN ROCCO, Padova
Guido Ballo - Poesia e critica, ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI DI BRERA, Milano

2011
Segni del Novecento, MAT - MUSEO DELL'ALTO TAVOLIERE, San Severo (FG)
Artist's box: il luogo dell'anima, CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA OPEN SPACE, Catanzaro
Mauro Staccioli - La tensione costruita. Opere nel corso del tempo (1971-2009),
Dieci anni di museo a Lissone. Una collezione che cresce, MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA, Lissone (MI)
Oleum, FRAC - CONVENTO FRANCESCANO DELLA SANTISSIMA TRINITÀ, Baronissi (SA)
Mauro Staccioli - Ripensare l'urbano, CASA MASACCIO, San Giovanni Valdarno (AR)
Bocconi Art Gallery: nuove opere nuovi artisti stessa passione per l'arte, BAG - BOCCONI ART GALLERY, Milano
Arte Fiera / Art First Bologna, Maurizio Corraini - Mantova
Arte Fiera / Art First Bologna, Il Ponte - Firenze
Arte Fiera / Art First Bologna, Niccoli - Parma
Bocconi Art Gallery, BAG - BOCCONI ART GALLERY, Milano
Prospettive dell'Urbano. Dieci scultori per le periferie di Siena, PALAZZO PUBBLICO - MAGAZZINI DEL SALE, Siena
Mauro Staccioli - Intersezioni 6. Cerchio imperfetto, MARCA - MUSEO DELLE ARTI CATANZARO, Catanzaro
Mauro Staccioli - Intersezioni 6. Cerchio imperfetto, PARCO ARCHEOLOGICO SCOLACIUM, Borgia (CZ)
Percorsi nella scultura italiana dell'800 e ‘900 , FONDAZIONE ADO FURLAN, Spilimbergo (PN)
Mauro Staccioli - Lo spazio "urbano" disegnato, GALLERIA PIZIARTE, Tortoreto Lido(TE)
TRESARTES Dieci Artisti per i Primi Tre Anni Di Progettoarte-elm, PROGETTO ARTE - ELM, Milano
Mauro Staccioli, Galleria Nazionale d'Arte Moderna( GNAM) , Roma
2004-2011. 7 anni-7 scultori, GALLERIA IL PONTE, Firenze

2011/2012
Nove artisti per la ricostruzione, PALAZZO ZENOBIO - COLLEGIO ARMENO, Venezia

2012
Immagine della luce,Villa Clerici, Milano
BOCCONI ART GALLERY A QUOTA 100, BAG - BOCCONI ART GALLERY, Milano
Arte Fiera/Art First Bologna 2012 , Galleria Il Ponte, Firenze / Maurizio Corraini, Mantova /Progetto Arte Elm, Milano
Mauro Staccioli - Gli anni del cemento 1968-1982, Galleria Il Ponte, Firenze
Mauro Staccioli. Gli anni di cemento 1968-1982 | The years of concrete 1968-1982, Galleria Niccoli, Parma
Terza edizione di “Arte e dintorni”, collaborazione tra Il Comune di Magliolo e il Bed & Breakfast “Cà di Carobina”
Mauro Staccioli - Forme perdute, A ARTE STUDIO INVERNIZZI, Milano
ASTA DI OPERE D'ARTE CONTEMPORANEA PER IL TERREMOTO DELL'EMILIA ROMAGNA, SOTHEBY'S - PALAZZO BROGGI,Milano
Il cielo in una scatola, GALLERIA MARGHERITA,Taranto

2013
Genesi del fare, A ARTE STUDIO INVERNIZZI, Milano
Passaggi Dialoghi sulla porta, SALA MOSTRE TEKLA, Sarno(SA)
Al Centro Dello Sguardo. Sensibilità estensibili, diffusione e conoscenza dei diritti umani, MUST MUSEO DELLA CITTA' DI LUCCA - PALAZZO GUINIGI, Lucca
Hic et Nunc, un segno d'artista, CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA OPEN SPACE, Catanzaro
Novanta artisti per una bandiera, CHIOSTRI DI SAN DOMENICO, Reggio Nell'Emilia
Gli Spazi dell’Arte. Dall’Arte Programmata al Minimalismo, ANTICO PALAZZO DI CITTA,'Cagliari
“M’arte” - Montegemoli Arte,Quarta edizione 2013, CASTELLO DI MONTEGEMOLI - ACCADEMIA LIBERA NATURA E CULTURA, Pomarance (PI)
QUINTA BIENNALE DEL PICCOLO FORMATO, OFFICINA SOLARE GALLERY, Termoli (CB)
Biennale Internazionale di Scultura. Pensare lo spazio. Dialogo tra natura e immaginazione, CASTELLO DI RACCONIGI, Racconigi (CN)
Mauro Staccioli - Anteprima del segno, SCUDERIE DI PALAZZO BICOCCHI, Pomarance (PI)
XLVI Premio Vasto - Oltre l'immagine, Palazzo Aragona, Vasto (CH)















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