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Ruggiero Lacerenza "Intime sonorità"
2002
smalti industriali cm.90x130
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Ruggiero Lacerenza "Bohemien" 2002
smalti su tela cm.120x150 |
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Ruggiero Lacerenza "Profilo" 1998
monotype cm.30x40 |
Colpo d'occhio di Pietro Marino
"Se la Mostra è virtuale"
Questa è la mia prima webcritica,
o critica
virtuale, su un artista
pugliese. Scrivo di opere che
ho visto esposte
non in uno spazio fisico,
ma in quel non luogo che è lo
schermo del
computer. Ma badate bene: non
mi riferisco ad esperienze di
net art o di
computer art, cioè a
linguaggi ( immagini,testi,ipertesti)concepiti
apposta ed esclusivamente
per la comunicazione telematica.
Di questo
fenomeno contemporaneo ho
scritto già in passato, in diverse
occasioni.La
situazione odierna è più
semplice, ma comunque interessante.
La cosa
nasce nel più banale dei
modi. Avevo in animo di visitare
una personale
di Ruggiero Lacerenza,
giovane artista barlettano, in
corso presso
il Tim caffè a Bari,in
Piazza Garibaldi. Glielo avevo
promesso,fra
l'altro. Ma si sa com'è,
passa un giorno passa l'altro,
il tempo della
mostra (fine luglio) stava
per scadere.
Ed allora mi sono deciso ad aprire
Internet(cosa
utile, ma che non i fa
impazzire) per andare a visitare
un sito
che Lacerenza stesso mi aveva
segnalato, www.piziarte.net,
nel quale lui
è presente. Si tratta di una
"galleria Virtuale",
Piziarte.
L'hanno aperta tre anni fa due
sorelle di
Teramo, ragazze carine a giudicare
dalla
immagine sorridente sullo
schermo, studentesse universitarie,
manuela
e Patrizia Cucinella.
Mettono in rete un programma
di mostre, seguendo
un calendario, come
nelle gallerie "vere":
una sequenza
di immagini di opere per ciascun
autore, con un breve testo di
presentazione.
Qui ho "visitato",
senza
muovermi da casa, la personale
del nostro
Lacerenza, dal titolo
"Sommersi": una quindicina
di "quadri"
con scritto di Giusy Petruzzelli
(è lo stesso per la mostra di
Bari).
Direte: che c'è di strano? E'
un po' come
giudicare sulla base di
riproduzioni a colori, catalogo
alla mano,
senza aver visto le opere "in
Diretta". Accade: chi è
senza peccato
fra i critici scagli la prima
pietra. Ma qui non interessano
i trucchi
o le comodità offerte alla
corporazione, ma i vantaggi per
gli artisti,
specie se giovani, specie
se operanti in periferia. Una
galleria virtuale
è sempre aperta, giorno
e notte, per tempo illimitato,
sempre disponibile
non per qualche
sparuto avventore, ma a chiunque
nel mondo
intero. Posso ingrandire o
rimpicciolire le immagini, eccetera.
tralasco
altre opportunità di
Internet. Ma resta un limite,
certo: il rapporto
è con una riproduzione,
non con l'opera originale concepita
come
oggetto fisico con le sue
dimensioni, i suoi colori, i
suoi materiali.
I qudri recenti di Lacerenza,
tutti "ritratti",
sono dipinti -leggo- con
smalti industriali(idea non nuova
da Pollock
in poi): sul video non si
può giudicarne la consistenza,
l'impatto
sensoriale, dunque in che
misura è modificata o connotata
l'energia
"espressionista" della
pittura. la trasparenza immateriale
esalta
invece la componente grafica.
Qui è importante perchè il giovane
barlettano,diplomato
all'Accademia di
bari, ha una formazione da "fumettista"
(ha frequentato una scuola di
illustrazione a Milano). Collabora
ad una
rivista di fumetto (ma non
solo) d'avanguardia, Kerosene(
anche questa
leggibile in rete) e fra
poco anche a "Blu".
I tipi umani
scelti da Lacerenza son proprio
da
disegnatore impegnato nello scandaglio
antropologico,
più che sociale:
personaggi stagliati su fondi
neutri, sbozzati
nel positivo - negativo
dei contrasti, smangiati quasi
ad evocarli
come eroi di un romanzo che
non c'è ( serial Killer, Aspirante
attore,
Rasta....)
Tensione narrativa che peraltro
ha variazioni
nel tempo. La galleria
virtuale propone anche opere
più vecchie,
del '98, ancora "romantiche",
vagamente esistenziali (con tecnica
tradizionale,pastelli
ad olio). C'è
invece un quadro recentissimo,
Bohemien,
che mi sembra si stacchi dal
repertorio corrente: una stana
figura intera
con un fondale che è come
un involucro rosso e mosso,pantofole
gialle
da bambini ai piedi, una curiosa
spirale a mo' di tatuaggio sul
volto, pittura
più fluida.
Variante casuale o evoluzione
linguistica?
Superamento del pur robusto realismo
per scarti di fantsy ironica? A questi dubbi
nemmeno Internet può dare risposta.
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Ruggiero Lacerenza "No Empowerment"
2001
smalti su tela cm.90x130 |
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Ruggiero Lacerenza "Rasta" 2002
smalti su tela cm.80x120 |
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Ruggiero Lacerenza "Voyeur" 2002
smalti su tela cm.80x90 |
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Ruggiero Lacerenza "Azzurro mistico"
2002
smalti su tela cm.60x80 |
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