MATTEO BASILE'
"IN LIQUIDO VERITAS"


Matteo Basilè " Divine Crossover",2000
Plotter painting on steel light box
cm. 100x200
Courtesy Sergio Tossi Arte Contemporanea
Firenze



Matteo Basilè " Scales ",2000
Plotter painting on steel light box
cm. 120x120
Courtesy Sergio Tossi Arte Contemporanea
Firenze




Matteo Basilè ,2000
Plotter painting on steel light box

Courtesy Sergio Tossi Arte Contemporanea
Firenze


"Matteo Basilè è artista di icone. L’iconografia costituisce un carattere preponderante di quadri, video,cd-rom,lightbox, videoinstallazioni…
Da italiano giocale e funky (scusate le parole modaiole ma hanno valore), cosa penso del nostro Paese nel banchetto dell’arte nazionale? Che dovremmo difendere immagini forti, compresse in energia e strati sensoriali. Immagini quali vere icone dentro il protagonismo del tempo tecnologico. L’Italia ha un Dna misto che considera la Storia in termini orizzontali e verticali. Da secoli il nostro immaginario visualizza il futuro nell’architettura estetica del mondo mentale. Chi abiura l’iconografia ha torto appena alimenta una natura “altra” dalla propria. Installazioni estreme e manufatti concettuali non appartengono alla nostra visione. Vinse l’Arte Povera poiché la storia voleva una catarsi. Sbaglia chi oggi replica la pura necessità di un frangente epocale. Certe formule stanno nel modernismo statunitense, nel colonialismo anglosassone, nel protestantesimo nordico.
La dimensione sociale diventa un aspetto culturale che cambia architettura e arte, musica e poesia, letteratura e design. Per ogni realtà l’arte visiva rispecchia un modello di pensiero.Mantienee senso il minimalismo monumentale di Richard Serra in una società come quella americana. Ha altrettanto senso il gigantismo neopop di Damien Hirst in Gran Bretagna. In tali luoghi, ricordiamolo, si parte sempre dalla propria natura per determinare un passaggio in avanti. Senza nulla togliere ad eccezioni eccellenti che fanno regola, l’Italia detiene la “ragione iconografica”come qualità suprema. Tra Piero della Francesca e Matteo Basilè non vedo troppi gradi di separazione. Il primo ha intuito la forma assoluta dentro la forma quotidiana del proprio tempo. E lo fece con risultati incredibili che cambiarono tutto. Basilè appartiene ad una storia diversa ma sta compiendo qualcosa di simile: valutare le cose consuete per scovarne un valore definitivo e universale." Gianluca Marziani


Matteo Basilè "L'equilibrio ",2000
Plotter painting on steel light box
cm. 120x120
Courtesy Sergio Tossi Arte Contemporanea
Firenze








Matteo Basilè " Triade",2000
Plotter painting on steel light box
cm. 120x120
Courtesy Sergio Tossi Arte Contemporanea
Firenze




Matteo Basilè " Triade",2000
Plotter painting on steel light box
cm. 120x120
Courtesy Sergio Tossi Arte Contemporanea
Firenze




Matteo Basilè , "Triade" 2000
Plotter painting on steel light box
cm.120x120
Courtesy Sergio Tossi Arte Contemporanea
Firenze




"Matteo Basilè è artista di tradizioni forti verso il futuro reale. La sua visione rende universali i pezzi di quotidiana attualità.
…la sua iconografia sottolinea alcuni angoli perimetrali del nostro tempo.
1)Il ritratto indica il cuore del suo modello espressivo. Centralismo e inquadratura ravvicinata sono i caratteri comuni ai lavori. Il neoumanesimo dimostra che i prototipi rinascimentali restano un modello implicito, per lui come per gli altri autori. Con Basilè il racconto artistico cerca emozioni e pensieri umani, storie e propensioni mentali, vissuto e sogno plausibile. L’uomo leonardesco gira ancora attorno alla circonferenza di Vitruvio. Oggi, però, si moltiplica in vari livelli, intensità lontane, in toni e volumi dissonanti. Le persone chiedono stabilità come al solito: con la differenza che, oggi, la tecnologia confonde le direzioni e obbliga ad un impegno maggiore. Trovare una sintesi odierna appare più difficile che nel passato. Riuscirci significa far ruotare tanti elementi (attuali e non) attorno ad un “uomo magnetico” che sintetizza mentre accumula.
2) I feticci entrano in cortocircuito con la presenza umana.Addirittura appartengono al ritrattismo per propensione naturale. Sono oggetti semplici, spesso banali per storia e provenienza. Se appaiono anomali è perché il loro kitchismo ci scatena reazioni diverse dal solito. Oggi, ad esempio, un piccolo bambolotto orientale richiama altri gadget del Basilè meno recente. Ma tra i feticci si inseriscono pezzi di vita pulsante." Gianluca Marziani



Matteo Basilè " Praystation",2000
Plotter painting on steel light box
cm. 120x120
Courtesy Sergio Tossi Arte Contemporanea
Firenze




Matteo Basilè "Saint System",2000
Plotter painting on steel light box
cm. 120x120
Courtesy Sergio Tossi Arte Contemporanea
Firenze




Matteo Basilè " Deity",2000
Plotter painting on steel light box
cm. 100x188
Courtesy Sergio Tossi Arte Contemporanea
Firenze



"Divisi tra tradizione e futuro,tra istinto di conservazione e ragione del progresso, gli umani ambiscono ad una sintesi identitaria. I loro feticci li confortano, talvolta li aiutano, altre volte confondono la visione. Ma sono presenze necessarie con cui srotolare i nodi epocali. Insomma, per capire le persone andiamo “dentro” i prodotti che oggi si realizzano,soprattutto tra le cose con diffusione globale.Il senso di tutto è anche nelle forme banali,nei feticci improbabili ed anomali, nei più diffusi oggetti quotidiani.
3)Codici, loghi e marchi si timbrano sulle superfici di Basilè. Spesso modificati, altre volte integri, tatuano l’identità dell’uomo magnetico. Riducono al grado semantico la scienza e la medicina, l’economia e la politica sociale. Arrivano da una funzione precisa (registrare un aspetto della persona) che qui perde il valore d’origine. I vari segni diventano la memoria di tutte le registrazioni a cui siamo sottoposti. Benché uomini tecnologici per natura indotta, in realtà produciamo gli stessi marchi che ci limitano o ampliano. A queste timbrature artificiali si accostano adesso i vari tatuaggi. Basilè ha capito che il timbro volontario aggiunge libertà alla narrazione dell’uomo contemporaneo. Nei tatuaggi, non certo a caso, tornano pesci e altri simboli che prima erano puri feticci voluminosi.
Entrano nell’epidermide, cambiano il corpo e la decorrenza spirituale. Insistono sulle combinazioni tra segni occidentali e orientali. Mescolano natura e artificio, manualità e tecnologia, realtà e sogno.
4)I segni grafici determinano la timbratura dell’intensità corporea. Rappresentano l’artista vivo, il suo impianto culturale che non abusa della tecnologia. Agli esordi si trattava di una striscia rossa che marchiava l’alluminio come una tag geometrica. Oggi subentrano grafie manuali che sottolineano parti, isolano zone, incidono dettagli sopra il vuoto cromatico. Il segno riconduce il percorso tecnologico all’ideazione basilare. Al pensiero e al suo motore caldo. L’elettronica torna dove nasce il proprio sistema organico (l’essere umano). Riassume il corpo e il software cerebrale. Amplia le potenzialità per recuperare il grado zero das cui ripartire ogni volta." Gianluca Marziani



Matteo Basilè ,2000
Plotter painting on steel light box

Courtesy Sergio Tossi Arte Contemporanea
Firenze




Matteo Basilè ,2000
Plotter painting on steel light box

Courtesy Sergio Tossi Arte Contemporanea
Firenze




Matteo Basilè ,2000
Plotter painting on steel light box

Courtesy Sergio Tossi Arte Contemporanea
Firenze






LA MOSTRA CONTINUA NELLA SECONDA SALA


La mostra è visitabile anche presso la Galleria Sergio Tossi Arte Contemporanea, Via Pindemonte 63
50124 Firenze, tel / fax 055/2286163

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