PATRIZIA ALEMANNO

"CONDIGITALE"
testi di Simona Barucco, Fabiola Naldi, Antonella Marino


Patrizia Alemanno "Corpo-oggetto 1" 2003
pittura digitale: print lambda durst su forex
cm. 120 x 100, ed. 1/1 + EA



Patrizia Alemanno "Corpo-oggetto 2" 2003
pittura digitale: print lambda durst su forex
cm. 120 x 100, ed. 1/1 + EA



Patrizia Alemanno "Corpo-oggetto 3" 2003
pittura digitale: print lambda durst su forex
cm. 120 x 100, ed. 1/1 + EA



Patrizia Alemanno "Corpo-oggetto 4" 2003
pittura digitale: print, lambda, durst su forex
cm. 100 x 100, ed. 1/1 + EA



"Patrizia Alemanno ricostruisce i luoghi di un privato domestico, sempre più spesso assediato dall¹inquietudine, attraverso la conversione seducente del digitale. Gli spazi inventati finalmente si animano nella versione bidimensionale della stampa e in quella prospetticamente più realistica del video. La nuova casa ha ora una sua tangibile ubicazione all¹interno di un contenitore espositivo duttile. Quadri che lei stessa definisce "condigitali", nei quali le mura casalinghe sono modellate dalle potenzialità del computer che osa laddove il reale non lo permette. Dentro ai nuovi luoghi del possibile galleggiano tazzine da caffè, cuscini e comode poltrone che, come morbidi ipertesti, si infiltrano nell'ordine rigoroso della manipolazione digitale. Gli oggetti, così come i lenti fermo immagine del video Absent, si aggrappano alle pareti della galleria. Nello spazio assente dell'invenzione virtuale Alemanno presenta il suo "luogo di protezione delimitato", in cui gli eventi realizzati vivono fra fondali dalle tinte tenui e fra oggetti ordinari divenuti straordinari. In lontananza una voce di donna canta di un uomo che mai più ritornerà. Un telefono squilla senza che nessuno possa rispondere mentre i dettagli di un vissuto privato, normalizzato dalla presenza di quegli animali domestici, si lasciano vivere privi di proprietario. E misteriosamente velati da giochi d'ombre e da graziose tendine, le icone delimitano luoghi privi d'uscita, immateriali e in fase di mutazione semantica, concepiti come prodotto della mente dell'artista e della memoria grafica del computer. Non sono veri, non si possono toccare, ma con forza pare urlino "benvenuti nel deserto del reale".
Fabiola Naldi



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L'avevamo lasciata, qualche anno fa, intenta ad indagare dal di dentro i confini di un corpo ormai in frantumi, ancorata ad una sensualità della materia pittorica e della forma plastica, come garanzia minima di un' identità già scissa ma da reinventare, anche in rapporto agli altri. "Stare in mezzo alle cose", accarezzarne gli intervalli e le relazioni spaziali, era per lei il tentativo di comprenderle, di offrire resistenza conoscitiva ad un clima di generale insicurezza. Dopo un periodo di solitaria esplorazione, Patrizia Alemanno ha ora "varcato la soglia". Si è liberata dell'ingombro di una fisicità in transito, ha osato oltrepassare l'opacità pesante del mondo materiale, per nuovi incontri ravvicinati con un una realtà fatta di soli bit. I suoi ultimi lavori, creati completamente ex novo col computer, portano alle estreme conseguenze i segnali di una mutazione culturale e antropologica da tempo in atto: si aprono ad una nuova condizione cognitiva che estende le funzioni del nostro corpo organico e, interfacciandolo con lo strumento tecnologico, cerca di rimettere in discussione le modalità di rapporto tra noi e il mondo esterno.

Un'ambigua familiarità pervade questi rarefatti spazi abitativi che nascono ( e muoiono) dentro il monitor, per lasciare traccia su esili supporti cartacei. Sono simulacri di ambienti casalinghi sospesi e senza tempo (dunque quasi senza colore), curiose e precarie apparizioni di mobili e oggetti comuni, presenze intime, riconoscibili, eppure spiazzanti. Un senso di inquietudine e di enigmatico mistero aleggia infatti su queste sedute sbilenche, su questi divani e letti sghembi, su questi ripiani instabili, dove slittano o fluttuano isolate tazzine da caffè o impossibili cuscinetti orlati. Come nelle "stanze" assurde di De Chirico, si dispiega una "metafisica del quotidiano" interpretata con un pizzico di morbidezza e rotondità al femminile. Giochi d'ombre, velature di grigi interrotte a tratti da singoli dettagli colorati, amorose tendine che addolciscono finestre senza aperture, designano ambienti senza uscita, luoghi mutanti e immateriali, che esistono solo nella mente dell'artista e nella memoria del computer. Altra faccia della medaglia, il "rovescio della visione", di un mondo troppo pieno ma ugualmente ridotto a "svuotamento" e "smarrimento" ( Baudrillard).

Il disagio dunque c'è sempre. Ed è un disagio esistenziale, che incontra i grandi interrogativi dell'essere (e del non essere). Ma è anche un disagio sociale, la coscienza delle crisi di un mondo sempre più minaccioso e violento. Contro le grandi rimozioni, contro le vane fughe e soluzioni consolatorie con cui l' Occidente esorcizza e rimuove le sue paure, Patrizia Alemanno ha scelto la via difficile del confronto con una realtà "trasformata nel grado zero dell'assenza" (Paolo Ferrari), con un silenzio che si fa fragoroso di fronte agli stridori della comunicazione tradotta in spettacolo. Le sue immagini leggere sono allora spazi in potenza, "fuori luogo" in tutti sensi: dimensioni altre di una quotidianità protetta dallo schermo, che diviene rifugio ma anche frontiera da varcare, limite da cui infrangere le regole, desiderio di "esprimere dal Niente la possibilità , forse, di qualcos'altro" .

Antonella Marino



Patrizia Alemanno "Corpo-oggetto 5" 2003
pittura digitale: print, lambda, durst su forex
cm. 100 x 100, ed. 1/1 + EA




Patrizia Alemanno "Corpo-oggetto 6" 2003
pittura digitale: print, lambda, durst su forex
cm. 100 x 100, ed. 1/1 + EA



Patrizia Alemanno "Corpo-oggetto 7" 2003
pittura digitale: print, lambda, durst su forex
cm. 100 x 100, ed. 1/1 + EA








INFORMAZIONI O ACQUISTI


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Patrizia Alemanno vive e lavora tra Bari e Milano


Curriculum Patrizia Alemanno



Principali mostre personali:


2005: Galleria Placentia Arte - Piacenza

2003: "Condigitale" Pizia Arte www.piziarte.net

Principali mostre collettive:

2005: Prague Biennale 2 a cura di Giancarlo Politi e Helena Kontova

2005: Bologna Flash Art Show
"Amici miei" a cura di Lino Baldini e Giancarlo Politi

2004: "Riparte" Genova
StarHotel President; Galleria A.Ciani

2003: "Short Stories" En Plein Air Arte contemporanea -Torino

2003: "XS" a cura di Luca Beatrice e Norma Mangione- Galleria San Salvatore- Modena

1999: "Atlante, geografia e storia della giovane arte italiana"
Museo Masedu - Sassari

1997: "II° Premio Trevi Flash Art Museum" - Museo di Trevi - Perugia.



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